L’e-commerce riduce l’impronta di carbonio del commercio al dettaglio

Sospinto dalla “stay at home economy”, l’e-commerce ha registrato cifre record durante il periodo delle festività natalizie 2020. Un nuovo studio promosso dal Real Estate Innovation Lab del MIT dal titolo: Gli immobili logistici e l’e-commerce riducono l’impronta di carbonio del commercio al dettaglio mette in evidenza i benefici concreti per l’ambiente assicurati dallo shopping online.

Oltre all'immediato impatto positivo sulle emissioni, la prospettiva di un aumento pari all'80% della consegna di pacchi nel corso del prossimo decennio unita a numerose innovazioni quali ad esempio una pianificazione più efficace, innovazioni sul fronte degli imballaggi, edifici “intelligenti”, l'elettrificazione dei veicoli e l'intelligenza artificiale (AI), potrà favorire un’operatività ancora più sostenibile.

Dirk Sosef, Vice Presidente per la Ricerca e Strategia: “Il tasso di crescita annuale dell'e-commerce in Europa segue un trend al rialzo simile a quello osservato negli Stati Uniti. In Europa, lo shopping effettuato nei negozi produce un impatto leggermente minore sulle emissioni, grazie alla maggiore densità della rete di punti vendita e alla disponibilità dei mezzi di trasporto pubblico. Nondimeno, continueremo a osservare i marcati effetti positivi delle innovazioni innescate dall’e-commerce sul lato delle emissioni.”

In Europa gli aumenti delle vendite annuali dell’e-commerce riferiti al periodo antecedente Natale, ovvero quello compreso tra novembre 2019 e lo stesso mese del 2020 si attestano al 34% con l’Italia che ha registrato un tasso di crescita del 43% (fonte Eurostat).

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